Obesità: malattia, non colpa

Il giusto riconoscimento come malattia cronica, contro lo stigma

Obesità: malattia, non colpa
L’obesità, storicamente vista come segno di prosperità, è oggi riconosciuta come malattia cronica, anche grazie alla legge italiana del 2025 che ne ha sancito la rilevanza sanitaria e sociale. Oltre ai rischi clinici, il fenomeno è associato a stigma e discriminazione. Dal 1999, HCC si impegna nella comunicazione e sensibilizzazione scientifica sull’obesità, collaborando con associazioni e aziende leader, gestendo eventi e campagne, e sostenendo iniziative di advocacy e gruppi parlamentari. Il contributo di HCC si estende dalla consulenza a realtà dell’industria alimentare alla promozione di farmaci innovativi e al supporto delle associazioni pazienti, in una prospettiva di costante lotta contro lo stigma e per una migliore cura e prevenzione.

L'obesità, come fenomeno sociale e medico, ha una storia complessa. In passato, era spesso associata a ricchezza e abbondanza. In alcune culture e periodi storici, era considerata un segno di prosperità e status sociale, soprattutto quando la scarsità di cibo era diffusa. Solo nel XXI secolo, dopo decenni di reiterati appelli da parte della comunità scientifica, si è giunti a percepirla come malttia, problema di salute pubblica, con gravi conseguenze per chi ne è affetto. Nel 2025, l'Italia - primo paese al mondo - si è dotata di una legge che riconosce l'obesità come malattia cronica, con importanti ricadute per l'accesso alle cure e attenzione alle politiche di prevenzione. Questo significativo cambiamento porta con sè anche importanti implicazioni sociali. Infatti, oltre a rappresentare un fattore di rischio per diverse malattie croniche, tra cui malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tipi di cancro e problemi respiratori, nel mondo occidentale l'obesità è stata spesso accompaganata da stigma e discriminazione, con l'eccesso di peso considerato poco attraente e associato a stereotipi negativi e alla colpevolizzazione della persona obesa.

Obesità, per HCC un impegno costante in favore della scienza

Dal 1999 collaboriamo attivamente con Sio (Società italiana dell’obesità) ed Easo (European association for the study of obesity), avendo gestito le attività di comunicazione di diversi congressi scientifici delle due organizzazioni, tra cui il IX Congresso Easo 1999 a Milano, l’Eco 2024 (European Conference on Obesity) a Venezia e l’Eco 2025 a Malaga in Spagna. Dalla sua costituzione nella passata legislatura, curiamo la comunicazione dell’Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie non trasmissibili. Abbiamo, inoltre, collaborato a lungo con Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) e altre realtà, come l’advocacy Amici obesi. Oggi seguiamo la comunicazione di Fiao - federazione delle sette associazioni pazienti con obesità - attive nel nostro Paese. Dal 2005 al 2008 abbiamo prestato consulenza sulla tematica obesità per numerose aziende e organizzazioni dell’ambito alimentare: Coca-Cola, Danone, Nestlè, Assobibe, Aipa. Dal 2007 al 2012, abbiamo collaborato con il Comitato scientifico di Milano Expo 2015. Dal 2015, lavoriamo per Novo Nordisk, avendo lanciato prima liraglutide (Saxenda) e quindi semaglutide (Wegovy).
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