Obesità: malattia, non colpa
Il giusto riconoscimento come malattia cronica, contro lo stigma
22.09.2025
L’obesità, storicamente vista come segno di prosperità, è oggi riconosciuta come malattia cronica, anche grazie alla legge italiana del 2025 che ne ha sancito la rilevanza sanitaria e sociale. Oltre ai rischi clinici, il fenomeno è associato a stigma e discriminazione. Dal 1999, HCC si impegna nella comunicazione e sensibilizzazione scientifica sull’obesità, collaborando con associazioni e aziende leader, gestendo eventi e campagne, e sostenendo iniziative di advocacy e gruppi parlamentari. Il contributo di HCC si estende dalla consulenza a realtà dell’industria alimentare alla promozione di farmaci innovativi e al supporto delle associazioni pazienti, in una prospettiva di costante lotta contro lo stigma e per una migliore cura e prevenzione.
L'obesità, come fenomeno sociale e medico, ha una storia complessa. In passato, era spesso associata a ricchezza e abbondanza. In alcune culture e periodi storici, era considerata un segno di prosperità e status sociale, soprattutto quando la scarsità di cibo era diffusa. Solo nel XXI secolo, dopo decenni di reiterati appelli da parte della comunità scientifica, si è giunti a percepirla come malttia, problema di salute pubblica, con gravi conseguenze per chi ne è affetto. Nel 2025, l'Italia - primo paese al mondo - si è dotata di una legge che riconosce l'obesità come malattia cronica, con importanti ricadute per l'accesso alle cure e attenzione alle politiche di prevenzione. Questo significativo cambiamento porta con sè anche importanti implicazioni sociali. Infatti, oltre a rappresentare un fattore di rischio per diverse malattie croniche, tra cui malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tipi di cancro e problemi respiratori, nel mondo occidentale l'obesità è stata spesso accompaganata da stigma e discriminazione, con l'eccesso di peso considerato poco attraente e associato a stereotipi negativi e alla colpevolizzazione della persona obesa.
L'obesità, come fenomeno sociale e medico, ha una storia complessa. In passato, era spesso associata a ricchezza e abbondanza. In alcune culture e periodi storici, era considerata un segno di prosperità e status sociale, soprattutto quando la scarsità di cibo era diffusa. Solo nel XXI secolo, dopo decenni di reiterati appelli da parte della comunità scientifica, si è giunti a percepirla come malttia, problema di salute pubblica, con gravi conseguenze per chi ne è affetto. Nel 2025, l'Italia - primo paese al mondo - si è dotata di una legge che riconosce l'obesità come malattia cronica, con importanti ricadute per l'accesso alle cure e attenzione alle politiche di prevenzione. Questo significativo cambiamento porta con sè anche importanti implicazioni sociali. Infatti, oltre a rappresentare un fattore di rischio per diverse malattie croniche, tra cui malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tipi di cancro e problemi respiratori, nel mondo occidentale l'obesità è stata spesso accompaganata da stigma e discriminazione, con l'eccesso di peso considerato poco attraente e associato a stereotipi negativi e alla colpevolizzazione della persona obesa.