Medicina di genere: cos’è e quando è nata
Per anni la medicina ha guardato soprattutto agli uomini, oggi la ricerca sta cambiando prospettiva
25.06.2026
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha rivolto crescente attenzione alle differenze di sesso e di genere e al loro impatto sulla salute. Per sesso si intendono le caratteristiche biologiche della persona, mentre il genere comprende fattori sociali, culturali ed economici che possono influenzare il benessere e lo sviluppo delle malattie.
Per molto tempo la medicina ha adottato una prospettiva androcentrica: il corpo maschile è stato considerato il modello di riferimento universale, mentre la salute femminile è stata studiata soprattutto in relazione alla sfera riproduttiva. Oggi sappiamo che questa impostazione non è sufficiente perchè uomini e donne possono ammalarsi, manifestare sintomi e rispondere alle terapie in modo diverso. La Medicina di Genere, definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), studia infatti come le differenze biologiche e socio-culturali influenzino la prevenzione, la diagnosi, il decorso delle malattie e la risposta alle terapie, con l'obiettivo di rendere l'assistenza sanitaria più efficace e personalizzata. Questa prospettiva nasce anche dalla consapevolezza che per molti anni gli studi clinici sono stati condotti prevalentemente su uomini, limitando la comprensione delle differenze tra i sessi e il loro impatto sui trattamenti. Un problema ancora attuale riguarda infatti la sottorappresentazione delle donne nella ricerca scientifica, un fenomeno noto come gender blindness o "cecità di genere".
Per molto tempo la medicina ha adottato una prospettiva androcentrica: il corpo maschile è stato considerato il modello di riferimento universale, mentre la salute femminile è stata studiata soprattutto in relazione alla sfera riproduttiva. Oggi sappiamo che questa impostazione non è sufficiente perchè uomini e donne possono ammalarsi, manifestare sintomi e rispondere alle terapie in modo diverso. La Medicina di Genere, definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), studia infatti come le differenze biologiche e socio-culturali influenzino la prevenzione, la diagnosi, il decorso delle malattie e la risposta alle terapie, con l'obiettivo di rendere l'assistenza sanitaria più efficace e personalizzata. Questa prospettiva nasce anche dalla consapevolezza che per molti anni gli studi clinici sono stati condotti prevalentemente su uomini, limitando la comprensione delle differenze tra i sessi e il loro impatto sui trattamenti. Un problema ancora attuale riguarda infatti la sottorappresentazione delle donne nella ricerca scientifica, un fenomeno noto come gender blindness o "cecità di genere".